Storia

Dal secolo XVII, si sviluppò in Europa settentrionale, un enorme interesse nell’arte e la storia della civiltà greca e romana.  Questo portò alle visite di numerosi stranieri alla Sicilia, fra i quali diverse famiglie inglesi che poi si stabilirono sull’isola, scegliendola come paese adottivo.

Erano attivi in diversi campi – per esempio, il commercio del vino, la trasformazione di prodotti agricoli, le miniere dello zolfo e la ricerca archeologica.  Molto di loro si stabilirono nella parte occidentale dell’isola.

Nel 1799, il re delle Due Sicilie, Ferdinando IV donò la Ducea di Bronte all’Ammiraglio Nelson, in gratitudine per l’assistenza dato al regno nell’evacuazione da Napoli, minacciata dalle truppe Napoleoniche.  La ducea divenne la dimora degli eredi di Nelson fino agli anni ’50.  Il V Duca costruì la Villa Falconara a Taormina, nel 1910 ed era anche strumentale nella fondazione della chiesa di S. Giorgio.  In quel periodo, molti facoltosi stranieri passavano i mesi invernali in Sicilia, e Taormina aveva una folta comunità che animava la città.

Una famiglia inglese che si guadagnarono un posto nella ricca storia di Taormina e la famiglia di Sir Edward e Lady Fanny Hill.  Egli era proprietario di una tenuta conosciuta come il Castello di Santa Caterina, e includeva una piccola cappella.  Prima, le funzioni per la comunità di lingua inglese ebbero luogo in case private, ma Sir Edward offrì l’uso della sua cappella.  Quando poi, ella divenne troppo piccola, offrì di comprare un pezzo di terreno, ivi costruire una chiesa.  L’architetto fu suo genero, Harry Inigo Triggs, e la chiesa fu completata nel 1922.

I primi fabbricieri furono la figlia di Sir Edward, Mabel e Alexander, V Duca di Bronte.

Ancora oggi, Miss Hill è considerata una benefattrice a Taormina.  Lei istituì una scuola di ricamo per le giovani in paese, in modo che potessero guadagnare modestamente da vivere. Lei era anche strumentale nell’apertura di una comunità Salesiana in città, dedicata ad aiutare i giovani, aperto nel 1911.  L’edificio originale, donata da lei, fu battezzato “S. Giorgio”, in suo onore.

Il piccolo appartamento adiacente alla chiesa, adibito per il cappellano e sua moglie, fu costruito a metà degli anni ’80.

Un racconto più dettagliato è disponibile in chiesa, o si può contattare la segretaria della chiesa.